Il modello teorico di Joseph D. Lichtenberg

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Il modello teorico di Lichtenberg nasce dal proposito di fornire una teoria in grado d’integrare teoria e tecnica. La formazione dell’autore è da sempre stata caratterizzata da una spiccato interesse nei confronti degli studi empirici, ed in particolare, dai dati attinenti all’Infant Research. A questo interesse, Lichtenberg somma l’acquisizione del paradigma teorico della Psicologia del Sé, dando vita ad un originale connubio che gli consentirà di creare la sua teoria motivazionale.

Riprendendo la crescente mole di dati sulle ricerche empiriche del mondo infantile, Lichtenberg si Il modello teorico di Lichtenberg nasce dal proposito di fornire una teoria in grado d’integrare teoria e tecnica. La formazione dell’autore è da sempre stata caratterizzata da una spiccato interesse nei confronti della degli studi empirici, ed in particolare, dai dati attinenti all’Infant Research. A questo interesse, Lichtenberg somma l’acquisizione del paradigma teorico della Psicologia del Sé, dando vita ad un originale connubio che gli consentirà di creare la sua teoria motivazionale.propose di verificare la corrispondenza tra questi ultimi e i costrutti della psicoanalisi classica sulle teorie dello sviluppo. La sua crescente attenzione per il mondo della relazione diadica tra madre e bambino segna il presupposto per un punto di rottura con la teoria classica. In particolare, laddove Freud aveva postulato l’esistenza del bambino caratterizzata da uno stato di fusionalità primaria,  Lichtenberg contrappone una revisione sostanziale, secondo cui nel bambino è presente sin da subito una competenza relazionale volta a creare un legame con le figure di accudimento. L’esito finale segna il passaggio evolutivo da un modello pulsionale, in cui l’uomo è governato da spinte riconducibili al gioco dinamico di due pulsioni fondamentali antinomiche e motivato dalla ricerca del piacere, ad un modello motivazionale, che si esprime tramite i bisogni di base, in grado di restituire importanza alla struttura biologica che sostiene la motivazione, e all’ambiente contestuale in cui essa si manifesta.

Nella teoria di Lichtenberg, i sistemi motivazionali assumono un duplice aspetto: un carattere intrapsichico, in grado di dare rilievo al bisogno e alla soddisfazione del bisogno, ed un aspetto di componenti essenziali della regolazione e motivazione intersoggettiva della coppia coinvolta. Ognuno dei sistemi motivazionali descritti da Lichtenberg è “un’entità psicologica (con probabili correlati neurofisiologici) costruita intorno ad un bisogno fondamentale” (Lichtenberg, 1992, p.17). Ogni sistema è presente fin dalla nascita, ed è basato su comportamenti chiaramente osservabili. In ogni periodo di sviluppo, la dominanza dei sistemi motivazionali arricchisce l’esperienza del sé di tonalità affettive, cognitive e relazionali. Scopo dei sistemi motivazionali è raggiungere la soddisfazione del bisogno emergente attraverso la modulazione dei processi affettivi collegati ai bisogni.

Le motivazioni sono organizzate intorno a cinque sistemi (successivamente diventeranno sette), che si formano in risposta a bisogni di base neurofisiologici grazie alle interazioni tra bambino e caregiver.

•          Sistema di Regolazione psichica delle esigenze fisiologiche:

Fonda un senso del Sè basato sulla sperimentazione della corporeità, connessa alle esperienze fisiologiche quali: fame-sazietà, escrezione, regolazione del ritmo sonno-veglia. E’composto da due elementi interconnessi: l’esperienza percettiva interna ed un corrispondente riconoscimento da parte del caregiver del bisogno del bambino, che esita in una condotta di risposta. L’esperienza di ripetizione del bisogno e il conseguente modello di riposta da parte dell oggetto-sé sono, secondo Lichtenberg, in grado di tracciare un’impronta mnestica nel bambino, funzionale alle successive regolazioni.

Il sistema funziona in modo ottimale se tra il bambino e il caregiver si crea un’esperienza duale caratterizzata da sincronicità, permettendo la creazione di un clima sereno, una conseguente associazione di affetti appropriati ed un iniziale discriminazione tra sé e altro. Ne consegue che il sistema che presiede alla motivazione fisiologica ed il sistema di attaccamento sono separati ma invariabilmente intrecciati tra  loro. Infatti, nel caso opposto, se il caregiver- oggetto sè non risulta sufficientemente empatico ai bisogni del bambino, ci sarà un’elevata probabilità di pregiudicare la relazione d’attaccamento.

•          Sistema motivazionale di Attaccamento-affiliazione:

In questo sistema motivazionale Lichtenberg si riferisce ad un’idea di attaccamento in senso ampio, che comprende anche l’attaccamento non prossimale. Risulta fondamentale la possibilità di sperimentare le sintonizzazioni affettive, rendendo possibile la progressiva acquisizione di un senso di sé che prevede una differenziazione dall’altro.

Anche il bisogno di affiliazione è una motivazione adattiva, che si sviluppa nel corso delle caratteristiche interazioni di attaccamento. Il bisogno di supporto e sostegno che deriva, ad esempio, dall’appartenenza ad un gruppo, si sviluppa precocemente e permane per tutta la vita, ed è particolarmente evidente nella fase adolescenziale.

 •          Sistema motivazionale esplorativo-assertivo

La tendenza innata del bambino ad esplorare l’ambiente circostante lo rende progressivamente in grado di trovare una modalità adattiva nel padroneggiare gli oggetti. Imparando cogliere le sfide provenienti dell’ambiente, riesce a sviluppare la propria capacità assertiva, che sarà un elemento costitutivo della propria personalità. Il legame tra esplorazione ed assertività si affievolisce con l’età: in età adulta l’assertività sarà soprattutto impiegata al servizio della valorizzazione di sé e delle proprie capacità.

•          Sistema motivazionale avversivo:

Risponde al bisogno di reagire all’antagonismo attraverso il classico modello di attacco o fuga. È impiegato dal bambino piccolo come segnalazione o richiamo rivolto al caregiver, per sottolineare la mancata soddisfazione dei bisogni derivanti da altri sistemi  motivazionali. Permette quindi la possibilità di ripristinare un equilibrio della regolazione; assume un forte valore adattivo specialmente perché permette di reagire al potenziale pericolo, conferisce al sé la forza di riparazione e gli permette di superare gli ostacoli.

 •          Sistema motivazionale sensuale-sessuale.

Si struttura intorno a desideri, preferenze e piaceri. Questi due aspetti, sebbene correlati, sono da ricondurre a differenti stati affettivi. Mentre il piacere sensuale deriva dalla riduzione della tensione interna, ed impiega tutti i sensi per raggiungere una sensazione di rilassatezza, il piacere sessuale deriva dal progressivo aumento della sensazione di piacere, che va dalla stimolazione fisica fino all’esperienza orgasmica. Entrambe le due forze motivazionali costituenti, sono in grado di regolare la motivazione in fasi della vita differenti. Il risultato è un sé volitivo, e che desidera.

 Nel modello motivazionale di Lichtenberg si delinea l’idea di una superficie psichica cangiante, in cui in primo piano c’è un’alternanza delle diverse motivazioni, che in alcuni casi possono prevalere, ma, in generale, sono sempre caratterizzate da un passaggio fluttuante e plastico, eccetto nel caso in cui domini il sistema motivazionale avversivo, che comporta maggiore rigidità tra i sistemi.

 Il sistema motivazionale dominante coincide con l’aspetto motivazionale predominante del Sé, definito da Lichtenberg “un centro indipendente che avvia, organizza ed integra la motivazione” (Lichtemberg, 1992, p.18).

 Stefania Castiglia

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